DIARIO di BORDO Grenadines Gennaio 2004 - Home
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Domenica sera sono arrivati gli ultimi due ospiti che completavano l'equipaggio. Il sabato sera erano arrivati tutti gli altri componenti dell'equipaggio e quindi la mattina di domenica è stata dedicata al completamento della cambusa.Un po' di rilassamento poi non guastava e qualcuno ne ha approfittato per fare un bel bagno a Sainte Anne.Bisogna però ricordarsi che il supermercato è aperto solo la mattina e quindi bisogna completare la spesa in questo lasso di tempo. Alla sera un buon bicchiere di Rum o di Porto in attesa degli ultimi ospiti. Il giorno seguente ci prepariamo ad attraversare il canale per raggiungere S.Lucia e ricominciare un percorso che ho già compiuto a Natale.Il canale lo attraversiamo con tranquillità, siamo un Oceanis 440 ed un Bavaria 40, tra alcune chiacchiere e un creckers al salmone raggiungiamo senza colpo ferire la baia di Pigeon Island dove diamo ancora e ci prepariamo a passare la notte. Di fronte a noi le luci del nuovo Sandals Hotel, una orrida costruzione dai tetti Blu che ha occupato ciò che una volta era spiaggia e alberi, dove i rasta galoppavano con i cavalli e gli "allevatori" pascolavano le mucche.
Di buon mattino entriamo in marina accompagnati da un tempo incerto. Dopo la dogana gli equipaggi sono liberi di visitare l'isola. In serata un buon coca&rum da scotti, a gros islet ha concluso la serata. Alla mattina si parte per Marigot, una magnifica baia dove diamo ancora prima fuorim e poi dentro la stessa. Ci sono anche dei gavitelli, per chi non vuole dare fondo, noi ci ancoriamo alla ruota e spira pochissimo vento. Da Marigot puntiamo la prua verso Bequia, sperando che la pioggia che stà disturbando un po' l'equipaggio diminuisca. Quando parlo di pioggia non è il classico cttivo tempo "mediterraneo" ma è semplicemente qualche doccia seguita da un sole che funziona come un essiccatore in una lavanderia a gettone. Tutto il giorno lo dedichiamo alla vela ed alla navigazione con come scenario i Pitoni di S.Lucia, l'oceano del canale, il vulcano di S.Vincent con le sue nubi, il verde intenso della foresta dell'Isola e il vento teso di Bequia.
Giunti a Bequia diamo ancora sul lato nord di Admiralty Bay e ci prepariamo un drink di fine navigazione..........è oramai notte.
Oggi ci dedichiamo a Bequia e la visitiamo in lungo ed in largo come merita. Due luoghi in particolare sono interessanti da vedere: un piccolo museo di un baleniere e l'allevamento di tartarughe di un personaggio che con questa azione ha salvato dall'estinzione quest'animale.anche questi equipaggi si dedicano al tour dell'isola ma una ragazza in particolare decide di vistarla a piedi senza l'aiuto dei tipici taxi.
Dal canto mio mi dedico ad un po' di relax mangiando un beef roti al PortHole Restaurant. In questo locale si incontrano, oltre ai turisti, anche persone in pausa lavoro o viaggiatori incalliti. Una parte del locale è dedicata allo scambio di libri dei generi più vari.
Naturalmente il drink più ricercato si prende da Frangipani una istituzione per Bequia.Alcuni dell'equipaggio preferiscono assaporare la tranquillità dell'atmosfera che regna sull'isola e soseggiarsi qualcosa cullati dal sole.
Da Bequia dirigiamo direttamente a Tobago Cay e dedichiamo una intera giornata a questo incantevole luogo. Da Tobago dirigiamo la prua verso Mayero, una piccola isola che è anche una piccola perla. Qui scopro che Denis ha demolito una intera parte del suo ristorante trasferendosi in due nuove palazzine che fanno anche da albergo.Qui conduco l'equipaggio allo spettacolare panorama che si gode dalla cima dell'isola dove è stata edificata una piccola chiesa.
Dopo una notte martoriata dalla risacca, ci siamo diretti ad Union e precisamente a Clifton. Qui mi sono servito di un gavitello che era in una posizione veramente strategica: a pochi metri dal pontile dell'Anchorage. Qui vediamo atterrare i piccoli aerei che collegano le isole delle piccole Antille e sembra ogni volta che sfiorino i tetti del villaggio. La giornata si passa a scoprire ogni angolo del Villaggio e la sera andiamo a cena al Bouganville, ristorante di alto livello. Da Union ci spostiamo ed andiamo prima a Morpion, dove in passato ho fatto delle belle immersioni in apnea. L'isolotto era deserto in quanto mattina presto ed il suo ombrellino di paglia svetta nitidamente dalla superficie della sabbia. Un vero e proprio reef lo protegge dall'erosione.Un bagno veloce e qualche e via verso Pt.Martinique ormai meta classica per il pieno di gasolio.Da qui sosta a Pt.S.Vincent e Palm Island. Verso sera ci dirigiamo a Canouan.
A Canouan mi fermo ai gavitelli della Mooring ed insieme osserviamo un magnifico tramonto.Il mattino seguente dirigiamo la prua verso Bequia dove faccio la dogana d'uscita e sostiamo per il resto del giorno compresa la notte. Alla mattina di buon'ora navighiamo fino a S.Lucia e sostiamo sotto i Pitoni all'Anse des Pitons.Qui ci fermiamo ai gavitelli del parco e facciamo conoscienza con i ranger locali. Il giorno seguente dirigiamo verso Rodney e ci prepariamo per il Gros Islet Party che ogni venerdì sera si scatena lungo la strada principale del vecchio villaggio di pescatori. Una fantastica cena a base di pollo alla griglia e qualche focaccia fritta ha fatto da cornice a qulche passo di "danza" accennato al ritmo della musica locale. Siamo andati a letto presto, comunque.
Ultima traversata direzione Martinica, buon vento , bolina. Affrontiamo la baia di Marin senza esitazione perchè siamo in ritardo per la riconsegna della barca.Arrivati a destinazione tutti prendono l'aereo solo io rimarrò ancora un paio di giorni a preparare la barca per il prossimo viaggio che però non avrà me come skipper.